Ginocchio Varo e Ginocchio Valgo

Disturbi dell'accrescimento

Le deformità degli arti inferiori sul piano frontale: le ginocchia vare e le ginocchia valghe

Diversamente da quanto potrebbe suggerire il buon senso comune, le “gambe storte” del bambino non sempre costituiscono un vero problema ortopedico. Sul piano frontale l’ aspetto degli arti inferiori durante l’accrescimento, oltre che essere espressione di variabilità costituzionale individuale, e quindi caratteristico di ciascuno, muta normalmente con l’età. Alla nascita tutti i bambini presentano un ginocchio più o meno varo (deformità “a parentesi” caratterizzata da un aumento della distanza tra le ginocchia).

 
 
 
Questo fisiologico varismo neonatale si risolve spontaneamente tra il 18° / 24° mese di età.

Da questo momento le ginocchia vare tendono a virare progressivamente verso la deformità di segno contrario e cioè in ginocchia valghe; queste si caratterizzano per un incremento della distanza tra le due caviglie (distanza intermalleolare tibiale). Nel linguaggio comune la dizione “gambe ad X” consente di evocare intuitivamente l’aspetto clinico delle ginocchia di questi bambini.

Fortunatamente nella larga maggioranza dei casi si tratta di una condizione fisiologica, a carattere transitorio, che tende a normalizzarsi spontaneamente entro i 6 / 8 anni.

Nei casi di maggiore evidenza clinica  il difetto di allineamento degli arti inferiori, sia esso a carattere di varismo che di valgismo, può generare una comprensibile preoccupazione nei genitori e giustificare una consulenza ortopedica.
Compito dello specialista sarà di inquadrare correttamente il problema distinguendo le situazioni che più frequentemente configurano una condizione fisiologica, spontaneamente reversibile (cosiddetti paramorfismi), da quelle situazioni in cui la persistenza, o il progressivo peggioramento, della deformità impongono l’intervento terapeutico. In particolare dovranno essere escluse altre cause di deformità, quali malformazioni congenite, condrodisplasie (morbo di Blount), malattie proliferative o dismetaboliche, rachitismo, deformità post traumatiche ed altre ancora che, seppure raramente, conferiscono al quadro clinico una dimensione inequivocabilmente patologica .